Bettini + Studio Des

Scuola media “don Lorenzo Milani” . Vicchio


source: courtesy of Bettini + Studio Des

The project proposal for the new secondary school Vicchio is formulated around the following criteria and objectives:

- modularity as a matter for a building that draws its strength from the simplicity of design, its low cost and speed of construction, its clear implantation.
- contextualization as a criterion for the design of a building that fits properly in the relations of the form with the neighborhood and also makes the specific topography of the site an opportunity to respond to the competition program.
- functionality as a target for a building that must ensure in a rational and yet flexible way its educational vocation.
- connectivity between the functions of the program related to a school and at the same time to the city
- environmental quality as a design criterion that will radiate from architectural to urban scale

The project origin from the idea of extending the existing ground floor of the school to create a major new green space for the benefit of the whole school complex. The topographic difference between the IV marzo square and the project site is profited by placing the double volume of the auditorium, its access, shared with the new school, placed on a side of the site but in the center of Vicchio. The new square IV marzo, therefore, becomes a new enriched public space, serving the school, the auditorium and the entire community. From the square one can access a new public green path that will connect east-west system of gardens and public parks Vicchio.







Design Team:
Bettini + Studio Des (Arch.Nicola Tommaso Bettini, Ing.Arch. Arturo Bandini, Ing.Arch. Stefano Brunelli)

collaborators are:
Arch. Clara Masotti, Ing. Luigi Orioli, Arch. Francesca Mazzolani, Arch. Donata Bori, Arch. Elisa Landini



Criteri generali

La proposta progettuale per la nuova scuola media di Vicchio viene formulata attorno ai seguenti criteri e obiettivi:

- modularità come sostantivo per un edificio che trae dalla semplicità la sua forza progettuale, la sua economicità e rapidità di costruzione, la sua efficienza impiantistica
- contestualizzazione come criterio per l’ideazione di un edificio che si inserisce in modo corretto nei rapporti di forma con il circondario e che rende le specificità orografiche del sito occasione per rispondere al programma del bando di concorso.
- funzionalità come obiettivo per un edificio che deve assolvere in modo razionale e al tempo stesso flessibile alla sua vocazione educativa.
- connettività tra le funzioni del programma che sono strettamente pertinenziali della scuola e quelle che sono condivise con la città
- qualità ambientale come criterio progettuale che dalla scala architettonica intende irraggiarsi a scala urbana


Il progetto

Il progetto nasce sostanzialmente dal prolungamento del piano terra della scuola esistente andando a creare un nuovo grande spazio verde a beneficio di tutto il complesso scolastico. Il dislivello presente tra la piazza IV marzo ed il sito di progetto viene utilizzato collocando il doppio volume dell’auditorium il cui accesso, comune alla nuova scuola, è prospiciente il lato del sito che si affaccia sul centro di Vicchio. La nuova piazza IV Marzo diventa pertanto un nuovo spazio pubblico riqualificato, ad uso della scuola,dell’auditorium e di tutta la cittadinanza. Dalla piazza si può accedere ad un nuovo percorso verde pubblico che intende connettere da est ad ovest il sistema dei giardini e dei parchi pubblici di Vicchio.
La nuova scuola è pensata come un grande sistema di verde organizzato su più livelli e a diversi gradi di accessibilità. Il nucleo originario è costituito dal sistema aula pedagogica-patio ovvero dal rapporto paritetico tra uno spazio coperto ed uno spazio all’aperto strettamente pertinenziale. Lo spazio esterno è pensato come un giardino utilizzabile dall’aula, per una prosecuzione all’aria aperta dell’attività educativa. L’aggregazione del modulo base è realizzata in modo da garantire al contempo l’accorpamento di aule contigue e lo sdoppiamento delle aule laboratorio. Lo spazio baricentrico della scuola è costituito da una grande corte da dove è possibile ac cedere al tetto giardino, un grande spazio verde che può essere condiviso ed utilizzato anche dalla scuola elementare. I collegamenti interni all’edificio sono pensati come una galleria che si snoda tra l’alternanza di patii ed aule e sono luoghi attrezzati per lo studio, la sosta e lo svago. La partizione tra le aule e i corridoio viene realizzata con una parete attrezzata a tutta altezza usufruibile da entrambi i lati ed in grado di risolvere tutte le necessità di stoccaggio e archivio.
Un'altra grande corte si configura come il giardino condiviso dall’auditorium e dalla biblioteca: si possono ipotizzare scenari in cui gli studenti usufruiscono dello spazio esterno come sala studio all’aperto oppure eventi legati alla vita dell’auditorium ambientati in una scena all’aria aperta.
Un altro grande spazio verde attrezzato per le attività ginniche viene interposto tra il nuovo intervento e la scuola esistente usufruendo della gradinata esistente come nuova tribuna di osservazione delle attività sportive dell’intero complesso scolastico.
Il collegamento con la scuola elementare va ad innestarsi in un punto dell’edificio ottimale per la riorganizzazione degli spazi della mensa e razionale nell’economia degli interventi da prevedere sull’edificio esistente. Il percorso di connessione oltre ad ospitare un blocco di servizi igienici e l’infermeria, è attrezzato per uno spazio spogliatoio ed uno spazio guardaroba in stretta relazione con la palestra e le aree sportive esterne.

L’energia
Il progetto intende rispondere correttamente alle esigenze di risparmio energetico e di benessere ambientale, coerentemente a quanto predisposto dalle normative nazionali in materia di prestazioni energetiche degli edifici e di isolamento acustico, alle indicazioni del Regolamento Edilizio del Comune di Firenze e a quanto richiesto dal Bando di Concorso.
L’analisi del sito, dei fattori climatico-ambientali, delle preesistenze architettoniche e delle connessioni urbane, hanno suggerito la forma, l’orientamento, i caratteri costruttivi e distributivi dell’edificio. Le scelte tecnologiche ed impiantistiche tendono a raggiungere un’elevata autonomia gestionale privilegiando un funzionamento di tipo passivo sia per le esigenze di riscaldamento che di raffrescamento, con l’obiettivo di ottenere comfort e funzionalità degli ambienti interni minimizzando l’”impronta ecologica”. L’idea progettuale è stata inoltre sottoposta a continue verifiche sul funzionamento bioclimatico tramite l’utilizzo di software di simulazione preliminare.



Strategie bioclimatiche per il risparmio energetico ed il benessere ambientale.

Tipologia costruttiva e distributiva
L’edificio si sviluppa su un solo piano con una forma ed una distribuzione semplice e modulare adattandosi convenientemente alle esigenze funzionali e prestazionali richieste, offrendo:
- possibilità di costruire con tecnologie semplici e veloci, a secco;
- flessibilità distributiva degli spazi interni ed esterni e della parte impiantistica con capacità di adattamento e trasformazione secondo le esigenze;
- semplicità dei collegamenti verticali anche per la loro gestione/manutenzione;
- accessibilità degli spazi sia interni che esterni anche a persone con ridotta o impedita capacità motoria insieme a una facilità di evacuazione dell’edificio in caso d’incendio;
- struttura esile capace di resistere a eventuali rischi sismici;
- isolamento termico e acustico più efficiente rispetto a strutture su più piani.

Aule e Laboratori dispongono di corti interne “verdi” aperte o semicoperte, aventi il ruolo di regolatore microclimatico, di contenitore di alcune strategie per il risparmio idrico ed energetico, favorendo l’illuminazione e la ventilazione naturale degli spazi interni. Dal punto di vista bioclimatico, le corti, creano zone, spazi e superfici con differenti temperature ed esposizioni solari, favorendo la ventilazione naturale incrociata e l’estrazione per effetto camino dell’aria interna attraverso le aperture a vasistas collocate nelle porzioni superiori delle pareti vetrate.

Sistema costruttivo e materiali
Il sistema costruttivo ipotizzato prevede l’impiego di una tecnologia stratifica a secco realizzata con una struttura a telaio in legno semiprefabbricata, riempito con lana di lino e rivestito internamente con pannelli in fibrogesso, mentre esternamente isolato con pannelli di sughero finito con intonaco ai silicati addittivato con il biossido di titanio avente una azione fotocatalitica sugli elementi inquinanti esterni. La modularità di base dell’intero impianto inoltre, può essere considerata una tipologia versatile ad altri tipi di tecnologie di prefabbricazione.
I pavimenti ipotizzati sono in legno industriale per le aule e in linoleum per i servizi igienici ed i laboratori, finiture economiche ecologiche ed igieniche, elettrostaticamente neutre e di colore chiaro tali da favorire la diffusione della luce naturale ed evitare fenomeni di surriscaldamento.
A livello del terreno è prevista la realizzazione di un solaio ventilato con elementi di plastica riciclata tipo “igloo” che oltre a contenere tubazioni per l’impiantistica, ostacola il passaggio di umidità di risalita ed elimina l’eventuale presenza di gas radon.
La tecnologia stratificata a secco, oltre ad offrire un’ampia flessibilità degli spazi interni ed un’ottima integrabilità impiantistica, permette di semplificare e velocizzare le operazioni di cantiere, riducendo di molto i tempi di costruzione rispetto ai tradizionali sistemi costruttivi ad umido.
Lo spessore dei pacchetti e dello strato isolante dell’involucro sono dimensionati in modo tale da rispondere ampiamente ai valori limiti imposti dalla normativa per la zona climatica D in cui ricade il sito d’intervento, prevedendo, insieme alle scelte impiantistiche e dei materiali costruttivi, una possibile classificazione CasaClima A +.

Il tetto giardino e recupero delle acque piovane
La soluzione proposta per la copertura minimizza l’impatto ambientale dell’edificio e l’effetto “isola di calore” che una superficie così estesa potrebbe provocare nell’ambiente circostante. Il tetto giardino oltre ad offrire un adeguato isolamento termico nei mesi invernali ed un’opportuna massa superficiale ed un raffrescamento evaporativo nella stagione estiva, contribuisce a migliorare la salubrità dell’aria e a stabilizzare la temperatura interna durante le variazioni giornaliere e stagionali.
Il tetto giardino funziona altresì da prima vasca di laminazione per il sistema di recupero delle acque piovane raccogliendo e assorbendo in parte queste prima di essere immesse nel suolo. L’acqua non trattenuta viene convogliata in cisterne interrate per l’uso irriguo e, previa filtrazione e disinfezione, per alimentare le cassette di scarico dei w.c. garantendo risparmi di acqua potabile dal 70 all’80%.

Il controllo della radiazione solare
Il progetto prevede la realizzazione di schermature fisse esterne in legno per il controllo della radiazione solare al fine di evitare fenomeni di surriscaldamento e di abbagliamento negli spazi dedicati alle aule e ai laboratori.
Il controllo della radiazione solare è stato inoltre ottenuto in copertura, attraverso la realizzazione del tetto giardino su solaio ventilato e coibentato.

Integrazione impiantistica.
La dotazione impiantistica prevista dovrà essere flessibile in modo a permettere usi diversi degli spazi e mutevoli nel tempo. Sistemi domotici serviranno a garantire la sicurezza ed il controllo degli spazi aperti e chiusi nonché un adeguato uso delle fonti energetiche per la climatizzazione e l’illuminazione delle aule e dei laboratori.
Il sistema di riscaldamento previsto è a bassa temperatura con pannelli radianti posti a pavimento alimentati da pannelli solari posti in copertura e da caldaie a condensazione ad alto rendimento.
La configurazione dell’edificio, in particolare l’ampia superficie che è in grado di coprire, ha inoltre suggerito l’impiego di un sistema di raffrescamento per contatto indiretto edificio-terreno (ground cooling): l’aria, catturata attraverso bocchette d’immissione distribuite lungo il lato nord dell’edificio, prima di essere immessa nella scuola viene pre-raffrescata, passando attraverso condotte interrate che si sviluppano sotto il livello delle fondazioni dell’edificio, grazie all’inerzia termica del terreno.
La ventilazione naturale degli ambienti è supportata da un sistema di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore.
Il progetto prevede inoltre la collocazione di pannelli fotovoltaici sulla falda di copertura esposta a sud dell’edificio esistente e di celle fotovoltaiche su supporto trasparente utilizzate come elementi di copertura e ombreggiamento di alcune corti interne e del vano scala di accesso alla nuova.
La raccolta differenziata insieme ai sistemi di produzione di energia ed acqua calda da fonti alternative e al riuso delle acque meteoriche potrebbero costituirsi come elementi di informazione e di educazione degli studenti sui temi del risparmio energetico e del rispetto dell’ambiente naturale.

Il verde

Il progetto del verde è costruito partendo dalle matrici del territorio toscano locale pur nella considerazione del paesaggio quale palinsesto che viene continuamente riscritto dall’avvicendarsi delle diverse epoche.
Si potrebbe dire che l’edificio della scuola, a suo modo, sovrascrive e moltiplica il paesaggio di quest’area a margine del centro abitato di Vicchio.
L’arrivo in auto porta al parcheggio dell’ edificio scolastico, pavimentato da griglie erbose, affacciato sul pendio ovest. L’area di sosta si organizza sotto un bosco di Castanea sativa (castagno), Fagus selvatica (faggio), Quercus ilex rotundifolia (leccio), Quercus pubescens (roverella) tipici alberi delle zone collinari e montane di questa zona. Il bosco tende ad invadere anche lo spiazzo dei Giardini del sole, al termine del pendio, per creare quelle aree di ombra che favoriranno l’uso dello spazio aperto.
Sul lato nord, è l’edificio stesso che offre, quale scenario verde, l’orizzonte verso gli Appennini; ciò è apprezzabile dal tetto a giardino pensile pensato come area cortiliva e aula a cielo aperto. In realtà il tetto è suddiviso in due parti: quella non calpestabile abitata da varie specie di Sedum ( che non necessitano di manutenzione) e quella calpestabile seminata a prato misto (Rhinanthus minor, Leucantheum vulgare -margherita-,Trifolium pratense, Festuca rubra, Lolium pratense e diversi tipi di plantago). Le due aree sono divise da una ringhiera metallica che funge da spalliera al rampicante Clematis armandii. L’accesso al tetto, che è in totale continuità con il piano di campagna della vecchia scuola, è segnato da una soglia in asfalto che cambia materiale costituente in direzione del giardino. L’effetto desiderato è quello di confrontare quattro tipi di pavimentazione- asfalto, cemento colorato di giallo, sabbia ed erba- dal punto di vista del calore che viene restituito dopo l’ accumulo giornaliero.
L’unico segno che, sul piano verde, delinea un tragitto è quello definito dalla canaletta di irrigazione che, dalle cisterne di raccolta di acqua piovana (collegate alle coperture di serra, ingresso all’auditorium e scuola elementare) raggiunge ogni patio, le vasche e ogni punto del prato. Sul lato nord, abbiamo gli ingressi per insegnanti e genitori e il percorso pubblico in terreno stabilizzato - calcestre - che funge da cerniera tra le aree residenziali ad est e ad ovest; qui la relazione con la preesistente palestra, viene risolta dal bosco di Prunus serrulata (ciliegio tibetano). Si tratta di alberi che mantengono il fusto libero ad altezza di sguardo e se raggruppati o posti a filare ritagliano prospettive a “scala umana”. In questo senso destrutturano il fronte della palestra esistente e aggiungono una massa cromatica di forte impatto con la bianca fioritura primaverile.
La facciata della scuola su questo lato denuncia, tramite la natura ambigua di alcuni tratti di parete, la strategia del volume di introflettere spazi aperti verdeggianti. Questi filtri a rete metallica ospitano i cespugli di Alloro e Ginestre e fanno da supporto alle Lonicere pileate facendo da filtro ai patii.
Anche verso il centro storico di Vicchio cioè su Piazza IV Marzo l’intervento vuole mostrare la sua vocazione di connettivo. La piazza diventa una piastra rialzata che introduce all’ingresso dell’auditorium. Con la vasca di erba, dalla quale escono i vaporizzatori d’acqua e dove il Lolium perenne riesce ad avere uno sviluppo di 40cm arrivando con le spighe al piano di calpestio, si vuole stabilire un legame formale con l’identità dei patii attorno ai quali è organizzata la scuola.
Il momento dell’apprendimento, concepito come dialettica tra il mondo teorico e quello empirico viene espresso, nella scuola, dal rapporto che si genera tra le aule e lo spazio esterno dei patii.
Ogni aula ha una pertinenza a cielo aperto. I patii centrali sono caratterizzati soprattutto dalla dinamica ascensionale dei rampicanti (Akebia quinata, Aristolochia macrophylla Passiflora cerulea, Wisteria sinensis) sui fili metallici e dal pavimento “accidentato” creato dalle piccole beole bianche e prato. I patii delle aule a sud ospitano alberi da frutto quali Caco, Prunus sargentii (ciliegio rustico), Amelanchier arborea (ciliegio tardivo), Malus domestica (melo) e Prunus pissardi su un prato: alberi che per loro natura creano una relazione con l’uomo. Lo spazio aperto ricreativo sul quale si affacciano questi patii ospita una lunga vasca i cui bordi sono sedute che permettono la sosta. Un unico albero domina questo cotile interno: il Ginkgo biloba essenza di origine millenarie.



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